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La storia dei taralli...

 

PALO DEL COLLE: IL PAESE DEI “TARALLI”!!!

Da dove nasca la parola “tarallo” non si sa con certezza. Si sprecano le ipotesi: c’è chi dice dal latino “torrère” (abbrustolire) e chi dal francese “toral” (essiccatoio). Facendo riferimento alla sua forma rotondeggiante qualcuno pensa che derivi invece dall’italico “tar” (avvolgere) o dal francese antico “danal” (pain rond, pane rotondo). La tesi più attendibile vuole peraltro che “tarallo” discenda dall’etimo greco “daratos” (sorta di pane).

Se incerta è l'etimologia si sa, d'altro canto, quando il tarallo si è diffuso e perché. Era la fine del 700, nel ceto povero imperava la fame e uno dei rimedi per tentare di soddisfarla era rappresentato proprio dal tarallo. Dove non c’è quasi nulla, nulla si distrugge e tutto si crea. Così i fornai non si sognavano neppure di buttare via lo ”sfrido”, cioè i ritagli, della pasta con cui avevano appena preparato il pane da infornare. A questi avanzi di pasta lievitata aggiungevano per insaporirlo un po’ di olio extra vergine di oliva e un po' di vino bianco, prodotti che nelle nostre terre non mancano mai. Le loro abili mani riducevano la pasta a due striscioline che venivano accavallate a mo' di ciambella e, dopo la lievitazione sotto un panno, via nel forno insieme al pane. In seguito a migliorare il tutto si è aggiunto il passaggio in acqua bollente, così da lessare i taralli e renderli più lucidi e croccanti. Il tarallo, ennesimo figlio della prolifica creatività palese, faceva del bene a tutti: al fornaio, che utilizzava la pasta di pane rimasta con poca fatica e al popolo, che a pochi soldi (dati i bassi costi di produzione) se lo comprava. Il tarallo era una vera benedizione per la borsa ma pure per il palato. Nel tempo le massaie hanno poi imparato a produrlo per conto loro in casa, apportando ulteriori modifiche come l'aggiunta delle spezie, in particolare il finocchio. Una volta fatti, i taralli venivano posti su dei tegami opportunamente oliati (le tiedd) e portate ai forni in pietra dislocati in tutto il territorio palese. E' un'ulteriore passo di questo prodotto che aggiunge al suo gusto croccante il sapore lievemente affumicato donato dalla cottura in questi forni a legna.

Nel tempo si è conservata la metodica e la ricetta tramandandoli di generazione in generazione fino a quando qualcuno ha capito di poterne fare un mestiere. A quel punto i laboratori ove produrlo si sono moltiplicati, a Palo se ne contano circa 10. Date le richieste sempre più abbondanti, i laboratori sono diventate vere aziende che offrono lavoro a decine di persone.

Da allora il tarallo ne ha fatta di strada, o meglio, ha continuato a farne, ma questa volta sulle sue proprie gambe. Dalla sporta si è passati all’esportazione, dapprima fuori dei confini della Puglia e poi (è un dato recentissimo, ancora allo stato embrionale) sui mercati esteri. Tutto questo è stato possibile perché il tarallo ha visto modificarsi la propria tipologia di consumo, da genere di prima necessità (un tempo lo si sarebbe potuto addirittura definire un alimento salvavita) è diventato un bene voluttuario, privilegiato da un target giovanile. Viene consumato come snack, sostituendo anche la merenda scolastica nell'alimentazione dei più piccoli; viene consumato come companatico e alternativo al pane durante i pasti a casa o nei ristoranti, o semplicemente come accompagnatore delle serate davanti alla TV.

Oggi la “morte sua” (cioè la maniera migliore di consumarlo) è, infatti, con la birra, meno alcolica del vino cui si accompagnava prima. Nelle birrerie e nei pub frequentati dai ragazzi, taralli e birra formano attualmente un duo ben assortito e particolarmente richiesto. Gradualmente si è avuta una “evoluzione della specie” o delle specialità, infatti si sono moltiplicati i gusti in cui è possibile trovarli: pizza, mediterraneo, cipolla, olive, origano, sesamo, peperoncino, pepe, funghi, cacio, bacon. Solo la fantasia potrà mettere limite ai gusti ed anche alle forme, infatti, la caratteristica forma a ciambella ha avuto la sua variante nel nodino che, come il nome suggerisce, è una striscia di pasta annodata, e la treccina che è stata arricchita della mandorla, altro ingrediente agroalimentare della nostra terra.

Grazie a queste nuove abitudini di consumo, attualmente il tarallo lo si trova pure al supermercato, per lo meno nelle catene migliori, ben impacchettato, in modo da conservare nel tempo il sapore del prodotto. Non manca mai nelle case dei Palesi un pacchettino di taralli da offrire agli ospiti, magari per mettere pace in una discussione e far terminare tutto a a tarallucci e vino”.



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20 anni di Bontà

 

Una piccola realtà nel cuore della Puglia inizia a germogliare nel 1993 ed a distanza di 20 anni “La Bottega degli Antichi Sapori” si afferma come brand leader nel settore dei prodotti da forno puntando unicamente sulla qualità. 

La qualità dei nostri prodotti è figlia degli ingredienti utilizzati e della produzione di tipo artigianale, per conservare il sapore che da sempre contraddistingue i nostri prodotti. Grazie a moderne tecnologie che affiancano tale produzione artigianale siamo riusciti a raggiungere degli ottimi livelli produttivi sempre con ragguardevole attenzione alla qualità, selezionando le materie prime, e monitorando costantemente i processi.Siamo lieti di offrire un ampia gamma di prodotti in linea con i gusti dei diversi consumatori: infatti il TARALLO classico è insaporito con una selezione di spezie e ingredienti; le FRISELLE e FRISE vengono prodotte in grano e con farine integrali; i FROLLINI presentano diversi assortimenti di gusti. La speciale ricetta che abbiamo ideato conferisce a tutti i nostri prodotti fragranza e friabilità e ci garantisce di distinguerci per genuinità e bontà .

 

 

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Una piccola realtà nel cuore della Puglia inizia a germogliare nel 1993 ed a distanza di 20 anni “La Bottega degli Antichi Sapori” si afferma come brand leader nel settore dei prodotti da forno puntando unicamente sulla qualità. 

La qualità dei nostri prodotti è figlia degli ingredienti utilizzati e della produzione di tipo artigianale, per conservare il sapore che da sempre contraddistingue i nostri prodotti. Grazie a moderne tecnologie che affiancano tale produzione artigianale siamo riusciti a raggiungere degli ottimi livelli produttivi sempre con ragguardevole attenzione alla qualità, selezionando le materie prime, e monitorando costantemente i processi.Siamo lieti di offrire un ampia gamma di prodotti in linea con i gusti dei diversi consumatori: infatti il TARALLO classico è insaporito con una selezione di spezie e ingredienti; le FRISELLE e FRISE vengono prodotte in grano e con farine integrali; i FROLLINI presentano diversi assortimenti di gusti. La speciale ricetta che abbiamo ideato conferisce a tutti i nostri prodotti fragranza e friabilità e ci garantisce di distinguerci per genuinità e bontà .

  

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Giuseppe Bari racconta la lavorazione del tarallo a ricette all'italiana su Rete4

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